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La via della seta

L’allevamento del baco da seta risale a tempi antichissimi essendo addirittura citato nei libri di Confucio (2600 a.C.). Secondo un’antica leggenda cinese, un giorno l’Imperatrice Xi-Ling-Schi stava passeggiando nel suo giardino quando notò un bruco. Lo sfiorò con un dito e dal bruco spuntò un filo di seta. Man mano che il filo fuoriusciva dal baco, l’imperatrice lo avvolgeva attorno al dito, ricavandone una gradevole sensazione di calore. Alla fine vide un piccolo bozzolo e comprese improvvisamente il legame fra il baco e la seta.               
Da quel momento la tecnica di produzione della seta restò segreta in Cina per molto tempo.

L’industria serica si sviluppò in Italia fin dal XIII° secolo, fino ad arrivare ad essere una delle più importanti a livello mondiale, assieme a quelle asiatiche (Cina e Giappone). Il suo declino inizia dopo la prima guerra mondiale, fino a scomparire praticamente del tutto negli anni ’60 dello scorso secolo. La causa è soprattutto l’avvento della fibra sintetica e i cambiamenti nell’assetto delle produzioni agricole.      

Attualmente la produzione di baco da seta in Italia è praticamente cessata, ma la qualità della lavorazione dei suoi prodotti e la filatura dei tessuti serici la colloca in prima linea nella concorrenza mondiale.

E’ proprio per questo il motivo che ha spinto l’azienda agricola abruzzese MAPEI, condotta dalla famiglia Tonini a Nocciano in provincia di Pescara, a voler riportare in vita una passione tramandata da generazioni e che sin dall’800 si è occupata di bachicoltura, anche attraverso la gestione di una filanda per la produzione di filati serici. Il progetto degli attuali proprietari dell’azienda è quello di riattivare l’allevamento dei bachi da seta in tutta la propria filiera, come attività alternativa a quelle normalmente adottate.

La seta viene prodotta da insetti dell'ordine dei lepidotteri, solitamente specie Bombyx mori, e si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta nella fase di metamorfosi.

Le giornate formative si sono incentrate prima di tutto sulla corretta coltivazione del Gelso, pianta delle cui foglie si alimentano i bachi, e poi sull’allevamento dei bachi.

Le attività si sono svolte nella campagna e nei locali dell’azienda. Oltre a trattare lezioni teoriche, si sono svolte attività pratiche e di laboratorio sui temi della bachicoltura, sericoltura e la tintura naturale.

I partecipanti hanno preso parte all’intero processo di lavorazione della seta, partendo dall’osservazione della tessitura del bozzolo da parte del baco. Il bozzolo viene poi bollito e se ne ricava della preziosa seta da tingere con tinture naturali e da poter lavorare con il telaio, producendo tessuti di alta qualità.

Un’esperienza nuova, dunque, ma con prospettive, motivazioni e finalità particolarmente interessanti: salvaguardare la storia di un materiale così pregiato e proiettarsi nel futuro con le conoscenze del passato.